Raccontiamo di noi, raccontiamo di altri, scriviamoci un pò addosso!
Lo scopo di questo blog è fondamentalmente di prendere un pò in giro me stesso, raccontando di alcuni episodi un pò ridicoli di vita normale.
Inutile dire che partivo con ben altro scopo ....
Nome: A. bastardo, biondastro, alto 180 cm, pesante (74 kg), normodotato pertanto con un naso, una bocca, due occhi (verdognoli), due braccia, due gambe, ecc. ecc.
Aaaahhhh .... ho capito! Sono quando mamma sta incazzata e non ci si può parlare. Ma ogni quanto le vengono? Perchè dato che sta sempre incazzata io non lo riesco a capire ....
Vedi, la frequenza cambia con l'età. Quando sei fidanzato o comunque giovane non le hanno proprio. Poi te le annunciano un mese si ed uno no, poi si passa a 28 giorni, che secondo i libri (che ho studiato) sull'argomento dovrebbe essere la norma. Poi, però (e sui libri non c'è scritto e nessuno te lo dice), la frequenza si accorcia sempre più. Posso dirti che ora siamo sui 23 giorni.
Ah ... e quanto durano?
Anche qui è variabile? Quando hai più o meno 28 anni e ti vengono annunciate per la prima volta durano un giorno, quindi la durata aumenta. Per un certo periodo si stabilizzano intorno ai 5 giorni (che è quello che è scritto sempre su quegli stupidi libri). Poi si allungano. Posso dirti che ora siamo intorno a 12 giorni.
Ma come si fa ad accorgersene?
Semplice .... non te la dà!
Cosa?
Poi vedrai e ti ricorderai delle parole di papà. Quello sarà il momento in cui sarai grande ed in cui smetterai di pensare che papà non capisce niente e che forse su qualcosa aveva ragione....
Però ... il conto non torna! Se hai detto che vengono ogni 23 giorni, poi durano 12 giorni ... Non mi trovo!!!! 12 + 23 = 35 giorni, il mese è di 30 giorni! Mi stai imbrogliando!!!!
No, il conto l'hai fatto bene. In quei 5 giorni sono doppie, si accavallano le mestruazioni del mese di prima con quelle del mese di dopo!
Ah! Non ci avevo pensato. E che succede in quei 5 giorni?
Puoi facilmente immaginarlo. Oltre a non dartela ti fa anche passare la voglia di fartela dare da chiunque altra!
posted by piratablu @ 14:25 - mercoledì, 18 marzo 2009 commenti (6)
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Tecniche di corsa notturna – parte 2. le insidie
Ho deciso di tornare ..... in fondo perchè no?
A grande (?) richiesta continuo la disamina delle tecniche di corsa notturna, stavolta parlando delle insidie che si celano, appunto, nel buio. Su questo argomento potrebbero scriversi fiumi di parole, ma io credo che la dote principale di un buon testo didattico debba essere la sintesi, quindi focalizzerò l’attenzione sulle tre principali insidie che attendono l’incauto podista insonne:
l’asperità,
la buca,
il paletto.
Può definirsi asperità qualsiasi disomogeneità del fondo, sul quale il malcapitato podista ha deciso di svolgere la sua insana attività. Occorre naturalmente distinguere quelle naturali, che appunto la natura ha posto lungo il percorso del nostro, che sono le più innocue e poi ne vedremo il perché, da quelle artificiali che invece sono state piazzate dalla sapiente mano dell’animale più feroce che vive sul pianeta terra, ovvero, come noto, l’homo sapiens sapiens.
Le prime possono essere evitate per il semplice fatto che sono prevedibili. Se il nostro ha deciso di rovinarsi la salute nell’umido di un bosco, sa bene che tra le foglie può esserci qualche radice piantata nel terreno. Se ha scelto uno sterrato acciottolato per danneggiare i suoi legamenti, già immagina che qualche ciottolo possa essere più grande degli altri. E adotta quindi la tecnica che occorre adoperare per difendersi dalle asperità del fondo: il passo felpato! Non mi dilungo a spiegare cosa sia il passo felpato, credo che la stessa parola lo sappia efficacemente descrivere. Per chi abbia qualche difficoltà, basta eliminare dalla mente le consuete immagini che i nostri occhi vedono (corridori attempati con pancetta e passo pesante) ed invece immaginare giovani baldanzosi che incedono con fare nobile, senza alzare troppo i piedi, ma dando ugualmente l’idea di un’andatura potente, non certo di un passo strusciato, e capire come questa andatura, elastica, leggera, consenta di ribilanciare il corpo nel momento in cui il piede impatti con l’asperità naturale.
Ben diverso è il caso in cui il podista incappi invece in un’asperità posta sul suo percorso dalla mano sapiente del succitato sapiens sapiens. Lì non c’è passo felpato che tenga. Ognuno di noi sa bene cosa accade. Il vostro umile docente ben ricorda il volo spiccato quando il suo piede incocciò un segnale stradale tagliato a 5 cm dalla superficie del marciapiede. Fortuna volle che l’atterraggio avvenne a pochi cm dalle vasche dell’unico esercizio aperto a quell’ora (il pescivendolo di quartiere). Ma tanti aneddoti potrebbero essere narrati. In taluni casi eclatanti esistono perfino misurazioni strumentali del fenomeno. Alcuni anni addietro i custodi del parco più bello della nostra “ridente” città piantarono una maniglia di acciaio in un viale. I sismografi dell’Osservatorio Vesuviano registrarono l’evento tellurico seguito all’inciampo di un podista over 100 ….. (kg naturalmente!)
Cosa sia una buca lo sanno tutti e quindi non vi tedierò con la sua definizione, passando direttamente a descrivere la tecnica di corsa da adoperarsi per evitare che una seduta di allenamento si trasformi in una seduta obbligata di tre mesi. Stavolta il suggerimento che mi sento di dare è di adoperare uno stile di corsa lievemente balzata. Tento di spiegarmi…. Che dobbiate togliere dalla vostra mente la consueta immagine del corridore stanco ed attempato già sapete. Ora, in suo luogo, visualizzate idealmente l’atleta olimpico in canotta. Il suo passo non è un vero balzo, anzi è fluido e morbido, ma se osservate con attenzione al ralenty quando il piede tocca il suolo, noterete come reagisce con un’elasticità che viene dalla sua potenza muscolare e non certo dal tartan della pista. Sembra una sequenza di tanti piccoli balzi, coordinati armoniosamente dal movimento del resto del corpo. Ecco, ora sapete cosa dovete fare. Nel caso in cui il vostro piede colpisca il bordo (o peggio il fondo accidentato) di una buca, la tonicità della vostra muscolatura, unita alla prontezza di riflessi farà sì che una piccola torsione della caviglia, controbilanciata opportunamente per non sovraccaricarla, vi spinga fuori dalla stessa così da evitare rovinose cadute con le (in)immaginabili conseguenze. Fin qui abbiamo parlato di buche normali, di quelle che si aprono per la pioggia, per sommovimenti del terreno, per semplice usura dei manti stradali.
Il discorso cambia naturalmente nel caso in cui il malefico bipede ci metta la sua manina. Cito a titolo di esempio il solo caso della buca opportunamente impermeabilizzata sul fondo e quindi riempita d’acqua fino all’orlo in modo da renderla invisibile ….
La terza ed ultima insidia di cui voglio parlarvi, il paletto, è naturalmente la più dolorosa. Inutile spiegarne il perché all’attento lettore. Chi ha seguito fin qui questa lezione sulle tecniche di corsa notturna avrà compreso che non vi è alcuna difesa dagli ostacoli artificiali, posti lungo il percorso del podista dalla mano dello stesso uomo ….. E non esiste paletto naturale, sono tutti artificiali!
No, contro il paletto non v’è nulla da fare. Non funzionano né il passo felpato, né tantomeno quello balzato, anzi! Specie quest’ultimo può aggravare notevolmente i danni derivanti dall’impatto del podista col paletto. L’allievo attento, ma non troppo, potrebbe obiettarmi che basta tenere gli occhi aperti. Così chiaramente non è! I paletti sono apparentemente verniciati con colori visibili, preferibilmente in giallo. Pochi (non) sanno che il comune adopera apposite vernici fotosensibili. Queste hanno particolari proprietà di sensibilità alla luce. Di giorno si mostrano di un bel giallo brillante. Appena calano le tenebre, naturalmente, il giallo diventa nero e gli stessi sono praticamente invisibili. Anche l’altezza del paletto è ben studiata per provocare il maggior danno possibile!
Ad unica consolazione potrò dirvi che la FIDAL (federazione italiana di atletica leggera), sotto il patrocinio del CONI (comitato olimpico nazionale italiano), è da anni impegnata nello sviluppo dello sport femminile. Nel caso in cui un podista impatti col paletto, è garantita la sua re-iscrizione nella corrispondente categoria femminile. A puro titolo di esempio se un tal Mario Pincopallino (per esempio un MM40) avesse questo tipo di incontro notturno, la federazione grarantisce che al rientro all’attività Maria Pincopallino potrà correre con le MF40. E’ chiaramente garantita la massima discrezione …..
posted by piratablu @ 15:05 - domenica, 15 marzo 2009 commenti (4)
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(QUASI) CHIUSO
Chi è acuto osservatore (trad. non tiene niente che fare) avrà notato che ho cancellato molti post troppo personali. Poi ho anche (con notevole sforzo, dati i congeniti limiti) pensato che forse non devo portare avanti questo blog. Ho aperto una paginetta su FB con mio nome (anzi miei nomi, dato che ne ho due) e cognome, con foto, con notizie di me, con amici della vita vera, inclusa partnessa, per far sì che questo mondo virtuale sia un pò anche ponte con quello reale.
Devo dire che è stato bello, inaspettatamente bello stare qui!
Oltre 5000 visite, messo che la metà saranno le mie, comunque devo 2500 grazie!
Chissà, magari cambierò idea, ma magari anche no. Se qualcuno volesse seguirmi, per chi non ha il mio contatto (e mail) Msn, la lascio qui:
corsaroscarso@hotmail.com
e sarò ben felice di linkare al mio sito ufficiale chi vuole, ovviamente però passerò sempre a sbirciare cgli altri, chi guardone nasce, guradone muore!
posted by piratablu @ 11:16 - giovedì, 19 febbraio 2009 commenti (7)
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Orsacchiotto peloso entra in FB
Cari lettori, voglio fare qualche riflessione su FaceBook, un must oggidì! E lo farò parlandovi di orsacchiotto peloso. Il nostro orsetto in realtà non esiste o forse sì, forse lui è tutti noi!
Era così bello il mondo delle chat, poi dei forum, poi dei blog, la blogosfera! Ed è in quel vecchio e tranquillo mondo che orsacchiotto peloso (nick di fantasia adottato perchè ovviamente ritenuto spiritoso e moderno) aveva "conosciuto" micina timidina. Lunghe, fedifraghe serate passate a chattare, lui in canotta e mutandoni, lei in scamiciata a fiori extralarge, mentre un fiume di parole, di pensieri dolci e colmi di sensibilità intasava di bit la banda di internet.
Si erano anche incontrati, una passeggiata, una cena in quella città a mezza via tra il freddo nord ed il caldo sud, una notte in albergo che, al di là dell'impaccio iniziale non era stata niente male. La cosa non si era più ripetuta, anche se veniva ripetutamente ri-programmata, ma il programma veniva traslato di mese in mese, di stagione in stagione. Forse strizza di essere scoperti (nè orsetto nè micina sono proprio liberi liberi ... eehhhmm). Forse pigrizia di crogiolarsi nel saperedipoterfaremanonfare.
Quindi arrivò Facebook!
E Orsetto peloso fece il grande errore ....
E per non sbagliare, per non farsi sgamare, decise di non utilizzare il suo nome della vita di tutti i giorni e si iscrisse proprio con quel nick, cui era tanto affezionato, sisi, avete capito bene, proprio come orsetto peloso! E così fece il suo secondo errore ....
La compagna di orsetto peloso, tal Concettina Saltatemiaddosso, aveva anch'ella una paginetta in FB. Una cosuccia scarna, perchè Concettina è persona di poche parole (non sappiamo se alla bisogna sappia essere persona di fatti), ma curiosa, curiosa e pettegola come poche sanno essere .... La nostra, perfidamente, invitò il compagno della sua vita ad unirsi a lei in questa avventura internautica!
Ed orsetto fece il suo terzo, drammatico ed irreparabile errore ..... la paginetta facebook, col suo vero nome, che per pudore qui ometterò!
Le ore della sera, i minuti strappati al lavoro, però, orsetto li dedicava a quella paginetta col suo nick della rete, a leggere cosa accadeva a tutti i suoi contatti virtuali. A quelli delle chat di Msn buonanime, a quelli poi di Lycos, agli amici di blogs, di splinder e così via. E naturalmente alla pagina di micina timidina.
Chissà fino a che punto fu una sorpresa quando sulla pagina di micina apparve l'invito di pulcino bagnato a vedersi di nuovo, a ripetere quella bella serata .....
Ma perchè diavolo su FB se scrivi una cosa ad una persona deve comparire sulle pagine di tutti gli amici della medesima?
Comunque i pulcini bagnati fanno sempre tanta tenerezza ....
Bè, almeno orsetto avrebbe potuto cantargliene quattro a quella sciagurata di Concettina. Cioè ... dico io (solidale con orsetto come solo i veri uomini sanno esserlo tra loro) ma se sei la compagna di orsetto non puoi andargli a dire che i tuoi amici della scuola sono "tutti uno sfascio", parlare di pancette e capelli bianchi e poi sulla tua lista di amici facebook ci stanno certi tipi splendidi. Uno tiene certi boccoli che manco quella che canta al posto al sole li tiene. Un altro certi baffetti che puzzano di libidine da un miglio, quello poi, l'ho visto anche io e non sò dar torto ad orsetto, ha una faccia da mandrillo che non ne parliamo ....
Si, avrebbe potuto davvero cantargliene quattro se la signora Concetta non avesse scoperto che la pagina di FB di un certo orsetto peloso aveva la stessa foto che campeggiava sorridente al centro di quella del suo compagno di vita .... Sti benedettissimi link incrociati che portano ovunque e ti servono comode (e scomode) verità su un piatto (desktop) d'argento!
Ma la privacy non esisteva?
posted by piratablu @ 14:50 - domenica, 15 febbraio 2009 commenti (5)
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Vermi, volpi e ancora uccelli morti (un post per stomaci forti)
Lo so, i sequel escono sempre una chiavica, ma io che ci posso fare se la faccenda non è finita lì? Vabbrei potrei omettere, desistere, ma che ho la faccia del desistente io?
E' abbastanza normale quando ti spogli dopo lo sport (no ... non è un post erotico!!!!) che le pampuglie dei panni corsaioli riempiano la vasca dove ti aspetta la doccia calda e ristoratrice .....
Quindi non ci avevo fatto caso, ma quando le pampuglie hanno iniziato a muoversi la cosa ha richiamato la mia attenzione. Ebbene sì, era iniziata l'invasione degli ultracorpi!
I piccoli vermi uscivano dal bucio della vasca e la invadevano inesorabili. Neri, viscidi (cioè io non lo so se erano viscidi, mica li ho toccati! Ma si dice sempre viscido come un verme ....) avanzavano verso i miei nudi piedi. Ma il vostro blogger preferito (?) non manca d'intraprendenza! Quindi uscivo dalla vasca, mi denudificavo, coprendo le mie vergogne con lo splippino umidiccio dello sport e iniziavo l'impari lotta: un verme contro tanti!
Primo tentativo: la candeggina. Ma, come avrebbe avuto modo di dirmi poi la suocera, la candeggina di oggi non è più la candeggina di un tempo. Io non lo sapevo, i viscidi si, e continuavano ad avanzare!
Secondo tentativo: le armi batteriologiche. Mi rinudifico, entro nella vasca e faccio scorrere sul mio corpo sudaticcio e ignudo le acque dell'acquedotto, col perfido scopo di far arrivare ai viscidi le mie secrezioni corporali (sudore e quant'altro o forse sudore e basta). Credo che l'utilizzo di armi perfide e vietate abbia senz'altro la sua valenza strategica in questa come in tutte le guerre. Infatti i viscidi procedevano in ritirata. Mentre io già proclamavo la vittoria, però, un viscido (l'avanguardia) faceva nuovamente capolino dal bucio della vasca ....
A questo punto non restava che l'arma finale: la partnessa!
La medesima veniva contattata dal Vostro via cellulare e ne veniva richiesto l'immediato rientro in casa, cioè voglio dire sul campo di battaglia, che il Vostro aveva chiaramente abbandonato (ritirata strategica). Conversazione laconica:
B: corri, c'è l'invasione degli ultracorpi, i viscidi vermi escono dalla vasca!
P: dove ci sei tu ci sono vermi [ndB: questa è una lunga storia che forse vi racconterò un giorno]
B: taci tu che al giudice glielo dirò che mi tieni a vivere in precarie condizioni igienico sanitarie!
P: risata [ndb: gigno sadico]
B: fai presto, gli ultracorpi sennò invederanno tutta la casa!
Vabbè, il resto in parte lo sapete, in parte lo potete facilmente immaginare. Il servizio informativo dei viscidi ha captato la chiamata al cellulare ed ha suggerito al comando tattico la ritirata, perchè sfidare le ire della partnessa potrebbe essere troppo pure per truppe di viscidi ben addestrati. Per cui ovviamente nessuna traccia degli stessi quando la partnessa si è recata in ricognizione sul campo di bataglia ed ancora adesso il nemico non si fa sentire nè vedere ....
Tutto questo accadeva stamattina e mi richiamava alla mente altre bestie.
Venerdì nel famigerato cantiere semi-campagnuolo scorgo un altro cadavere di uccello! Ohibò, qui è una strage, ma .... ma pare che ci sia una volpe in giro, con tanto di volpacchiotto al seguito. Fatto sta che son già due gli uccelli cadaverizzati ivi rinvenuti! Ma su ciò vi saprò dire di più prossimamente, mentre il giallo si infittisce.
posted by piratablu @ 13:57 - domenica, 08 febbraio 2009 commenti (14)
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Io non vorrei
Io non vorrei aver dato una cattiva opinione di me. E' potuto sembrare che io sia un bravo ragazzo romantico.... Invece no! Apparte che non sono un ragazzo ma sono attempatello, come sa chi mi legge da un pò, non sono neanche troppo romantico. Rido di me ed altri che cascano in questae situazioni ridicolotte di amorazzi fuori età e fuori luogo ....
Riprendo quindi con il citare alcune mie freddure che dispenso ad attoniti ed ormai rassegnati colleghi ......
Scena - il classico cantiere ex-campagna (lo era prima che arrivassimo noi). Ma un pò di verde c'è sfuggito, quindi qualcosa di similnaturale tenta di crescere.
Un bel dì mentre mi reco al mio angolino prediletto, per svuotarmi di ogni pensiero e non solo, tra la verdura che, impudente, continua a verdeggiare intravedo il cadavere di un uccello.
Il dì seguente il defunto volatile non c'è più!
Blogger - ohibò, l'uccello non c'è più
Attonito collega - siamo in campagna [eravamo ... n.d.B.], ci sono gli animali selvatici!
Blogger - ti sembra giusto?
Attonito collega - cosa?
Blogger - io è una vita che cerco di farmi mangiare il mio, che è pure vivo, questo qui da morto la prima notte già trova chi se lo mangia!
Attonito collega - educato ride ..... poi attonito tace .....
posted by piratablu @ 16:50 - mercoledì, 28 gennaio 2009 commenti (13)
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Rischi concreti del sesso virtuale
Periodaccio .... E quindi riflettevo su tante cose....
Quando ero bambino mi avvisavano giustamente che nel caso mi fossi toccato rischiavo la cecità. Ho sempre pensato che la faccenda fosse un connessa all'azione meccanica del braccio, collegato tramite il sistema nervoso al cervello, cui l'occhio è molto vicino. Pertanto è stata buona prassi, che mi ha preservato la vista, alternare la mano con cui praticare - perlappunto - solitarie pratiche ....
Orbene tutto ciò torna di attualità allorquando parliamo di sesso virtuale. Trattasi notoriamente di una forma masturbatoria che si pratica in due, lontani fisicamente ma - perlappunto - virtualmente vicini. Potenza della scienza e della tecnica!
Resta cogente e torna d'attualità il rischio che ne potrebbe derivare alla vista. Ora c'è da dire che la prevenzione risulta molto più difficile, in quanto entrambe le mani sono di fatto impegnate, dovendosi necessariamente utilizare una delle due per il mezzo telematico che consente il contatto virtuale col partner. Certo la mano che utilizza il mezzo telematico (cellulare, tastiera di Pc, ecc...) non trasmette al cervello sollecitazioni ritmiche di pari intensità dell'altra, ma cosa accade nello spasmo orgasmico? Le contrattura che giocoforza si ha in entrambe gli arti superiori può causare danni ad entrambi gli occhi?
Purtroppo solo con gli anni ed un serio campione statistico sarà possibile comprendere se tali pratiche presentano lo stesso eleveto livello di rischio di quelle in solitario. Ma mentre per le prime la prevenzione è possibile, cosa si può fare per il sesso virtuale?
Aspettiamo la risposta della scienza ....
posted by piratablu @ 08:17 - giovedì, 15 gennaio 2009 commenti (6)
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Plagiando me stesso
Copio qui una mia risposta ad una blogger simpatica e carina che proponeva buone intenzioni per l'anno che prende l'avvio in questi giorni, ribattendo invece che assai meglio sarebbe fare un elenco di cattive intenzioni, tipo
1. non fare troppi progetti
2. non essere fedele in amore
3. non essere troppo bravo
4. ricorda: prima giocare e poi fare i compiti
5. non pentirti mai
6. non lavorare troppo
7. non prostituirti per fare carriera
8. non fare "tutto" per mantenere i clienti
.....
Se fallisci avrai la stima di tutti, se invece riesci in qualcuno dei punti godrai tantissimo ....
Plagiare è cosa disdicevole assai, ma plagio me stesso, poi è un primo peccatucio, giusto per ben iniziare un anno che mi (e VI) auguro peccaminosoassaiassai!
posted by piratablu @ 20:43 - domenica, 04 gennaio 2009 commenti (9)
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Amor platonico
discussione con un amico, al solito correndo (e stavolta essendo in vacanza letteralmente ... al parco!)
io: l'amore platonico esiste
lui: no, siamo seri!
io: sì che esiste, metti che tu la ami e lei non te la dà. E' amore platonico!
lui: no, è amore sfigato!
io: mannò è amore platonico!!!!!!
lui: si, e poi scopri che lei a te non la dà ma la dà a molti altri. Allora come lo chiami?
io: amore MOLTO platonico!
posted by piratablu @ 21:53 - martedì, 30 dicembre 2008 commenti (6)
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Spiritoso
Spiritoso, ironico, ma soprattutto simpatico .... bè me lo dicono spesso, di solito per non darmela ... ops, cosa dissi! Però a volte mi sento incompreso. Conio delle battute per me splendide e non vengono capite!
Esempi ...
Megaconvegno nel castello sul mare, presenti TUTTI dal sindaco a scendere. La riuninone finisce e c'è la fila alle ascensori. In una entrano i potenti, nell'altra "noi". Ovviamente l'ascensore proletaria affollatissima, tutti preoccupati. Una signora fa: "ma ce la facciamo col peso?" Ed io "tranquilla signora, quelli di peso sono nell'altra ascensore".
L'hanno capita in 2!
posted by piratablu @ 18:37 - mercoledì, 17 dicembre 2008 commenti (9)